SESTA TAPPA: RAMA E ABEER

<<È il giorno di Rama e di Abeer, questa domenica tra le due settimane di missione. Due figure storiche, due incontri che mi hanno segnato, in qualche modo responsabili di ciò che stiamo vivendo e della creazione di Second Generation Aid.

Ed è anche il giorno di Osama, l’amico siriano con il quale tutto è cominciato. Unico suo giorno libero dal lavoro…gli ho chiesto di accompagnarci prima da Rama e poi da Abeer perché conosce bene i loro insediamenti.

Abbiamo raggiunto la tenda di Rama in tarda mattinata. Si trova molto vicina al confine con la Siria, dopo Anjar. Sia lei che la sorella sono molto felici di vederci. Ho stabilito con Rama un legame molto speciale, anche se non sono riuscita a tirarla fuori dal suo problema di ulcere alle gambe, di natura sconosciuta e che si porta con sé da 25 anni!

Ad ogni modo, questa volta Rama sta meglio: sta seguendo una cura a base di Trimetoprim e clotrimaziolo (sulfamidico e disinfettante/antimicotico) con una crema locale e le ulcere sembrano regredite in modo significativo.

Siamo fuori dalla tenda.  Scattiamo delle foto in memoria del giorno assieme. Rama ci raggiunge poco dopo, e solo allora mi rendo conto di quanto cammino sia stato fatto dal nostro primo incontro in cui avevo davanti una ragazza giovane, magrissima, sofferente, vestita tutta di nero, con bende maleodoranti.

Ora Rama è immersa nei colori e presto, insciallah, guarirà!>>

* * *

Il pomeriggio è dedicato all’incontro con Abeer, nell’insediamento poverissimo di El Faour.

All’ingresso del campo El Faour, questo è lo scenario: un fiume di spazzatura

Le scuole sono chiuse e il nostro unico obiettivo in questo posto è unicamente quello di incontrarla, farla conoscere al gruppo che la intervisterà al fine di fare una relazione e segnalare la sua famiglia per i corridoi umanitari. È vedova e ha tre figli da seguire nella crescita e negli studi (a cui lei tiene moltissimo!)

Se non è nella fragilità lei, a cui, a partire dal prossimo mese, taglieranno anche il finanziamento di $ 108 mensili da parte dell’UNHCR, chi lo sarà mai?>>

(Frammenti dal diario di viaggio di Lucia De Conno)

 

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